Idee disruptive dal passato: Steve Jobs

Paolo Bascelli, Milano, 08/02/2020

- Cenni sulla vita e sulla formazione di Steve Jobs

 

Steve Jobs nasce a San Francisco nel 1955, da madre di origini tedesche e svizzere e da padre di origine siriana, con il nome di Abdul Latif Jandali. Appena nato viene dato in adozione ad una famiglia residente a Mountain View, California, che lo educa alla fede cristiana luterana e lo fa battezzare con il nome Steve. Nel 1972 si diploma all’istituto Homestead di Cupertino e successivamente si iscrive al college, abbandonando i corsi ufficiali dopo appena un semestre e frequentando solo quei corsi che gli interessavano davvero. In particolar modo il corso di calligrafia ha avuto un impatto determinante per la formazione del giovane Jobs e per la sua successiva carriera, fornendogli quel senso di estetica ed eleganza che si è poi rivelato fondamentale nell’ideazione dei prodotti Apple.

Fondamentale nel suo percorso lavorativo e professionale è la sua amicizia con Steve Wozniak con cui lavora insieme per un periodo all’Atari (ai tempi società alle dipendenze della Hewlett-Packard), contribuendo alla realizzazione di alcuni progetti. Successivamente Jobs e Wozniak decidono di comune accordo di abbandonare Atari e mettersi in proprio fondando la Apple Computer nel 1976. I primi periodi della neonata Apple Computer sono stati particolarmente difficili: la sede era nel garage dei genitori di Steve Jobs e i primi fondi sono stati recuperati dalle vendite del pulmino Volkswagen di Jobs e della calcolatrice di Wozniak. Importantissimo è stato il sostegno economico di Mike Markkula, ex dipendente di Intel, che ha versato nelle casse della Apple Computer ben 250'000 dollari, diventando il primo investitore della neonata società di Cupertino.

- In che cosa le idee e le azioni di Steve Jobs sono state disruptive

Steve Jobs era in primo luogo un abilissimo comunicatore e dotato di capacità innate di marketing. Molto schivo di natura, cercava in ogni modo di non far parlare mai di sé e di non apparire in pubblico, se non in occasione del lancio dei suoi prodotti. La rarità delle sue apparizioni in pubblico ha contribuito ulteriormente a rendere ancora più uniche le conferenze di presentazione dei nuovi device Apple destinati a sbarcare sul mercato.

Ciò che ha consentito alla società fondata da Jobs e Wozniak, Apple, di emergere in un contesto in cui Microsoft era leader mondiale nella produzione di hardware e software per i personal computer, è stato indubbiamente sviluppare un’interfaccia grafica accattivante ed introdurre le icone dei programmi, abbinando il lato estetico alla capacità di calcolo dei nuovi PC. Jobs era inoltre abilissimo nell’anticipare le mode e le tendenze: il vantaggio competitivo di Apple è sempre stato lo sviluppo e la realizzazione di device prima di tutti i concorrenti (basti pensare per esempio all’iPod ed all’iPad), non rinunciando mai all’estetica del prodotto per arrivare prima degli altri sul mercato.

 

Essere in anticipo rispetto alla concorrenza, ha consentito ad Apple di stabilire il modello di riferimento con cui tutti gli altri device devono necessariamente confrontarsi una volta che vengono destinati alla vendita. La ricercatezza nel design, caratterizzata da un accentuato minimalismo, non va considerata come fine a sé stessa, bensì ha persegue scientemente il fine di caratterizzare i propri prodotti come eleganti ed unici nel loro genere. Questo aspetto è decisivo nella politica dei prezzi di vendita dell’azienda di Cupertino che non si è quasi mai trovata in difficoltà nel giustificare al grande pubblico il maggiore prezzo di vendita dei propri device rispetto a quelli applicati dai competitor. Un altro aspetto, oltre al prezzo di vendita, che è da sempre oggetto di critiche da parte dei detrattori di Apple, è il sistema operativo iOS. Si tratta di un software chiuso ossia non modificabile liberamente dagli utenti, così come avviene, per esempio, per i sistemi Android e Linux. Questa caratteristica rende compatibili solo device ed app specificamente sviluppate e progettate per iOS e si integra perfettamente nella vision e nella politica commerciale di Apple. Il sistema chiuso iOS, infatti, fornisce un triplice beneficio. In primo luogo è più difficilmente soggetto ad attacchi informatici: non potendo conoscere immediatamente il codice del software, è più difficoltoso, per i malintenzionati, apportare modifiche e sfruttare le vulnerabilità del codice sorgente. In secondo luogo consente agli sviluppatori di impiegare meno risorse nello sviluppo e nella programmazione del software operativo puntando sulla qualità piuttosto che sulla quantità, poiché i programmatori possono concentrarsi su un insieme ben definito di dispositivi ed app che devono essere aggiornati, ossia solo quelli Apple o compatibili. In terzo ed ultimo luogo, il fatto che iOS sia un sistema chiuso e non modificabile a piacimento dagli utenti, contribuisce a trasmettere quel senso di unicità e di esclusività, che nell’ottica del fondatore Steve Jobs, dev’essere parte integrante dell’esperienza di utilizzo di un dispositivo Apple da parte dell’utenza.

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Disclaimer: Questo articolo è frutto delle opinioni di chi lo ha redatto e supervisionato. Nessun compenso viene ricevuto per l’espressione di queste opinioni. Si dichiara inoltre di non avere alcun rapporto commerciale con le società e gli enti di ricerca menzionati in questo articolo.

 
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