Investire nell’argento: cosa si profila all’orizzonte?

Vanni Lanzoni, Global Financial Planner, Milano, 28/08/2019

ANALISI TECNICA

Da un punto di vista grafico, il metallo in questione è reduce da un massimo realizzato nel 2011 (insieme a tutti gli altri metalli preziosi) e da una discesa durata 5 anni dove ha raggiunto un minimo nel 2015/16 replicato nel 2018 e nel 2019. Il triplo minimo appena al di sotto dei 15 $, a mio avviso rappresenta un forte supporto per i prossimi anni.

 

Il composite momentum (oscillatore nella parte alta) sembrerebbe confermare il trend rialzista da un lato, inoltre ci confermerebbe che in un orizzonte di medio lungo termine (3-5 anni) non siamo in una situazione speculativa a rischio di bolla (non è un investimento di moda come il bitcoin ad esempio).

 

Il superamento della media mobile a 200 (linea gialla), rappresenta un ulteriore punto di forza relativa. Le tre candele verdi dell’ultimo periodo stanno a significare che il turn-around (inversione) è partito tre mesi fa e che potrebbe esserci un mese o due di consolidamento interpretabile come occasione di acquisto.

 

Il MACD mensile (grafico successivo) mostra cambiamenti significativi nelle tendenze che gli investitori non dovrebbero ignorare. Il MACD sul grafico mensile di solito trascorre anni in territorio positivo o negativo ed è diventato positivo sul grafico dell’argento alcuni mesi fa. Un cambiamento come questo non accade spesso e segnala che l’argento è più profittevole nei prossimi anni.

ANALISI FONDAMENTALE

I fondamentali dell'argento sono positivi perché la produzione sta diminuendo, la domanda industriale dovrebbe rimanere stabile e la domanda di investimenti (il vero motore) è ora in aumento. L'argento ha performato meno dell’oro perché oltre ad essere un metallo prezioso è anche un metallo industriale, pertanto ha sofferto i dubbi diffusi sulla crescita economica globale dal momento che il metallo grigio è ampiamente utilizzato in molti settori.

Nel grafico successivo, si evidenzia come la domanda industriale è stata costante nel corso degli anni. Anche durante la Grande crisi finanziaria, la domanda di argento proveniente da varie industrie globali è diminuita di poco più di 100 milioni di once (qualcosa che la parte degli investimenti può facilmente recuperare). Come ho accennato in precedenza, ciò che determinerà se vi sarà un eccesso o un deficit di offerta nell'argento è il lato degli investimenti. La domanda di argento sotto forma di prodotti negoziati in borsa, monete e lingotti fisici era vicina ai minimi decennali nel 2018 (blu e giallo). In termini di dollari, il calo della domanda è ancora più significativo. È questa domanda di investimenti poco brillante che ha danneggiato l'argento, ma in un mercato piccolo come questo, una piccola spinta degli investitori verso l'argento (diciamo 50 milioni di once, o $ 1 miliardo di metallo) può avere un impatto sostanziale sul prezzo.

 

L'argento ha un mercato minuscolo rispetto a quello dell'oro e un aumento di $ 10-20 miliardi nella domanda di investimenti in argento crea un significativo aumento del prezzo.

Ora, sappiamo che il mercato toro dei metalli preziosi e dell’oro in particolare è stato alimentato da alcuni fattori:

 

*la scelta delle banche centrali di ritornare a politiche monetarie espansive, annunciando l’intento di abbassare i tassi dopo 10 anni, portandoli addirittura in territorio negativo nel caso dell’Europa (come ben sappiamo la detenzione di oro non comporta reddito in forma di cedole o dividendo, pertanto il ribasso dei tassi funziona come driver di crescita dei metalli preziosi).

 

**la scelta delle banche centrali di tutto il mondo di comprare oro in modo consistente, come già segnalato nel mio articolo sull’oro di febbraio scorso. Russia e Cina hanno comprato metallo giallo a piene mani per ridurre la loro dipendenza dal dollaro come valuta di riserva. La Turchia ha comprato oro per far fronte alla svalutazione della propria moneta facendo così fronte a rischi di iper-inflazione incontrollata.

 

***Il lungo rialzo delle borse americane sta inducendo molti investitori ad aumentare la presenza dei metalli preziosi in portafoglio come copertura del rischio (portafogli gestiti dai professionisti di Algofj.com inclusi).

 

****La guerra commerciale fra le due superpotenze economiche, Usa e Cina, potrebbe deflagrare in una guerra valutaria che farebbe apprezzare ulteriormente l’oro.

I PRECEDENTI STORICI

In un mercato fortemente rialzista e speculativo per l’oro, l'argento non è mai stato escluso dalla corsa. Anzi, la speculazione, nei due casi più recenti, premiò di più l’argento.

 

I precedenti più eclatanti di rialzo speculativo negli ultimi 50 anni:

 

Nel 1980, l’inflazione era alle stelle, la corsa all’oro e all’argento fu memorabile, ma la performance dell’argento fu molto più forte di quella dell’oro. Il metallo grigio realizzò in poco più di un anno (da inizio 1979) un + 736%, contro un + 292% dell’oro. Poi la bolla fu evidente ed i prezzi si schiantarono.

 

Nel 2011, i mercati azionari erano ancora spaventati dal crollo del 2007/2008, la FED pompava liquidità attraverso il Quantitative Easing (acquisto di titoli di stato e altre forme di creazione di base monetaria) ed i tassi scendevano. I grandi investitori soprattutto scelsero i metalli preziosi oro e/o argento come una meta sicura per il loro denaro. L’oro raggiunse i 1900 $, l’argento tornò ai 50 $, ma anche in questo caso la performance del Grigio fu esplosiva +493% contro il +183% del Giallo.

 

Anche in questo caso, alla fine la bollo scoppiò e i prezzi tornarono a scendere.

UN CONFRONTO STORICO DEI DUE METALLI

Fonte: Algo Financial Journal

Il rapporto storico degli ultimi 70 anni vede una tendenza di forza relativa favorevole all’oro, tranne nei due casi analizzati in precedenza (1980 e 2011), in cui il grafico è sceso vistosamente grazie alla forza del denominatore (argento). Nel grafico successivo però si vede però un’inversione nel rendimento, + 20% circa rispetto a un rendimento del 9% per l'oro.

LA SCELTA MIGLIORE PER INVESTIRE NELL'ARGENTO?

 

L’ ETF SILVER (ETC), a mio avviso, è preferibile all'acquisto del metallo fisico stesso, per diversi motivi:

 

* vantaggi di costo (sono molto più bassi nell’ETC);

 

** vantaggi di liquidità (i book degli ordini sono ricchi di prezzi sia dal lato ask che dal lato bid);

 

*** vantaggi fiscali (possibilità di compensazione con eventuali minusvalenze a credito).

 

Vanno però evitati quegli ETC che hanno come sottostante i derivati (futures) anziché il metallo fisico.

 

Infine, non dobbiamo mai dimenticare che si tratta di investimenti con una elevata volatilità, pertanto si consiglia vivamente di affidarsi a professionisti del settore sia per la scelta dello strumento sia per la scelta di esposizione rispetto all’intero patrimonio.

Disclaimer:

I miei articoli possono contenere affermazioni e proiezioni intrinsecamente soggetti a numerosi rischi, incertezze e ipotesi. Mentre i miei articoli si concentrano sulla generazione di rendimenti corretti per il rischio a lungo termine, le decisioni di investimento implicano necessariamente il rischio di perdita del capitale. Le circostanze degli investitori individuali variano in modo significativo e le informazioni raccolte dai miei articoli dovrebbero essere applicate alla propria situazione di investimento, agli obiettivi, alla propensione al rischio e all'orizzonte di investimento.

 
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