I mercati più sottovalutati nel mondo secondo il CAPE

Vanni Lanzoni, Global Financial Planner, Milano, 21/12/2018

Negli ultimi 100 anni, gli investitori azionari sono riusciti a generare una crescita reale del capitale
di circa il 7% all'anno. Nessun'altra forma di investimento, che si tratti di obbligazioni, denaro, oro o
proprietà immobiliari, ha offerto un potenziale di rendimento paragonabile.

 

Dopo un ciclo espansivo molto favorevole, iniziato nel 2009, che ad oggi ha generato rendimenti
molto elevati, soprattutto in Usa, in molti si chiedono quanto può durare ancora, quali rendimenti
potrà generare nei prossimi mesi e nei prossimi anni.

 

La ricerca accademica ha dimostrato che i mercati azionari sottovalutati hanno conseguito
rendimenti futuri più elevati nel lungo periodo rispetto ai loro omologhi sopravvalutati, il che vale
per le diverse misure di valutazione.

 

Ho già parlato nei vari articoli di molti parametri quantitativi usati per ottenere informazioni sulla
valutazione di un indice, un settore, un titolo. Uno dei più noti ed utilizzati per tentare di fare
previsioni dei ritorni del mercato azionario è lo Shiller-CAPE.

 

In base allo S-C la mappa del mondo mostra le attuali misure di valutazione nelle diverse regioni.

Fonte: Star Capital

Queste dunque le 12 aree geografiche più sottovalutate secondo il parametro ideato dal premio
nobel per l’economia Robert Shiller, mentre in 34esima posizione si trovano gli Usa (un mercato
quindi relativamente caro) seguiti dall’India.

 

Vanno fatte alcune riflessioni.
 

*La prima è che bisogna notare che il peso % sulla capitalizzazione mondiale di questi paesi è
marginale, quindi sono investimenti che all’interno di un portafoglio non possono avere un peso
troppo elevato (gli strumenti da usare sono etf e fondi);

 

**la seconda è che può succedere che un paese può rimanere per anni in una posizione di
sottovalutazione senza avere grandi ritorni in termini di rendimenti (es. la Russia), pertanto bisogna
avere un approccio di lungo termine;

 

***la terza è che capita a volte che un paese si trovi ben posizionato e dopo alcuni mesi essere
buttato fuori dalle prime posizioni (es. la Francia). In questi casi bisogna analizzare le cause prima di
prendere decisioni in merito. Se però si mantiene una strategia cauta (alta diversificazione), queste
situazioni non creeranno grossi problemi ai portafogli.

 

Nella scelta di quali paesi inserire in portafoglio preferisco abbinare questo parametro all’analisi
fondamentale. In un prossimo articolo proporrò un esempio in tal senso.

Disclaimer: gli articoli pubblicati in questo sito riguardano argomenti che sono per natura aleatori poiché riferiti al futuro, pertanto sono soggetti a rischi ed incertezza. Sono sempre riferiti ad orizzonti temporali molto lunghi ed eventuali investimenti collegabili implicano il rischio di perdita capitale.Il carattere generico consiglierebbe agli investitori individuali di trattare in modo specifico la propria posizione con un professionista di Algofj.com

 
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