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ELTIF: caratteristiche e differenze con i PIR

Aggiornamento: 21 apr 2021

I Fondi di investimento europei a lungo termine o ELTIF (European Long Term Investment Fund), istituiti tramite il regolamento comunitario 760/2015, sono strumenti finanziari pensati dall’Unione europea per stimolare gli investimenti a lungo termine nell’economia reale europea.


Gli ELTIF sono rivolti sia ad investitori privati che istituzionali e la soglia minima per l’investimento è pari a 10'000 euro per i soggetti che possiedono un patrimonio non superiore ai 500'000 euro.


Un ELTIF può investire almeno il 70% del capitale raccolto in strumenti di equity, quasi-equity (ossia strumenti di debito che presentano caratteristiche di rischio simili all’equity, si pensi alle obbligazioni subordinate per esempio) e di debito di società non quotate di piccole e medie dimensioni e di società quotate di piccole e medie dimensioni la cui capitalizzazione non superi i 500 milioni di euro. Inoltre l’ELTIF può investire in attività reali di valore superiore ai 10 milioni di euro che generino un beneficio economico e sociale e in immobili a uso residenziale e commerciale a patto che tali investimenti in immobili contribuiscano ad una crescita sostenibile ed inclusiva e che non siano legati a logiche di natura speculativa. Il restante 30% o meno del capitale raccolto dall’ELTIF può essere utilizzato dal gestore per negoziare attività e strumenti finanziari diversi dagli investimenti a lungo termine delineati in precedenza, al fine di garantire una maggior liquidità e una migliore copertura dei rischi. Gli ELTIF possiedono un vincolo di concentrazione: non più del 10% del capitale dell’ELTIF può essere investito su una singola attività finanziaria o reale.


Il legislatore italiano ha previsto delle agevolazioni fiscali per gli ELTIF (nel regolamento europeo che ha istituito questi fondi invece non sono previsti benefici fiscali): come per i PIR, il capital gain viene detassato, ma solo per le persone fisiche che investono al massimo 150'000 euro annui e 1,5 milioni di euro complessivamente in un ELTIF. Vi sono anche altri requisiti cui bisogna sottostare per ottenere la detassazione del capital gain: l’investimento nell’ELTIF dovrà essere mantenuto per almeno 5 anni; il fondo deve investire il 70% del patrimonio raccolto in società italiane o europee, che non operano nel settore finanziario, non quotate o, se quotate, con capitalizzazione inferiore ai 500 milioni di euro; inoltre il patrimonio raccolto dal gestore dell’ELTIF non deve superare i 200 milioni di euro annui ed i 600 milioni di euro di raccolta complessiva.


In base a quanto appena descritto, l’analogia con i PIR è lampante, tuttavia vi sono alcune differenze che è bene sottolineare:


· gli ELTIF sono fondi di investimento chiusi (a differenza dei PIR che sono fondi aperti), pertanto il rimborso del capitale al sottoscrittore del fondo avviene secondo scadenze predeterminate o anche solo al termine del tempo di durata dell’investimento. È molto importante per l’investitore verificare le modalità di rimborso e la durata minima dell’investimento, che, data la natura degli asset in cui un ELTIF investe (attività finanziarie e reali a medio-lungo termine) richiede l’impiego del capitale su un orizzonte temporale superiore ai 5 anni;


· i PIR hanno una soglia massima di investimento (sia annua che complessiva), mentre gli ELTIF non hanno limite massimo di investimento;


· gli ELTIF investono principalmente in PMI europee, mentre i PIR mirano al finanziamento di società italiane (investono anche nelle PMI, ma il peso dell’investimento è alquanto risibile);


· gli ELTIF in media presentano commissioni di gestione molto più basse rispetto ai PIR data la non liquidabilità, per un orizzonte temporale di lungo periodo, del capitale versato nel fondo ELTIF da parte dell'investitore.

Paolo Bascelli


Milano, 30/10/2019


Disclaimer: Questo articolo è frutto delle opinioni di chi lo ha redatto e supervisionato. Nessun compenso viene ricevuto per l’espressione di queste opinioni. Si dichiara inoltre di non avere alcun rapporto commerciale con le società e gli enti di ricerca menzionati in questo articolo.

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