Rand contro Euro

Paolo Bascelli, Milano, 27/11/2019

Grafico dell'andamento mensile del tasso di cambio EUR/ZAR

ANALISI TECNICA

Il mega trend riportato nel grafico sopra esposto segnala un progressivo e costante deprezzamento del rand sudafricano nei confronti dell’euro, confermato anche dalla media mobile a 100 periodi (linea in giallo, inclinata positivamente). Da inizio 2018 stiamo assistendo ad una fase laterale con compressione della volatilità (le bande di Bollinger individuano un canale di oscillazione meno ampio rispetto ai periodi precedenti). Il livello di resistenza dinamico espresso dalla retta rossa (inclinata negativamente) e il livello di supporto dinamico espresso dalla retta verde (inclinata positivamente), creano una configurazione a triangolo: la rottura al rialzo o al ribasso dell’incrocio valutario EUR/ZAR, se accompagnata da volumi in aumento rispetto al periodo di scambio immediatamente precedente, potrebbe indicare l’inizio di un movimento direzionale che però va confermato anche dall’indice di forza relativa (il cui andamento è riportato sopra il grafico del prezzo).

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Fonte: The Economist.com

Considerato il potere d’acquisto delle due valute e considerato il reddito pro-capite medio delle due aree geografiche considerate (Eurozona e Sudafrica), il rand sudafricano è sottovalutato del 32% rispetto all’euro.

ANALISI MACROECONOMICA

I segnali forniti dalle principali variabili macroeconomiche sono i seguenti:

 

- PIL (GDP): il prodotto interno lordo del Sudafrica è il secondo tra gli stati del continente africano, preceduto solamente dal PIL della Nigeria. L’economia Sudafricana è ancora molto lontana dall’abbandonare il suo status di economia emergente;

 

- PIL anno su anno (GDP YoY): la crescita è molto lenta, tipico di un’economia emergente che ha ampi margini di crescita, ma che non riesce da anni a trovare slancio;

 

- PIL trimestre su trimestre (GDP QoQ): la crescita trimestrale è incoraggiante per il Sudafrica. È da verificare se rimarrà stabile e quindi potrà tradursi in un miglioramento anche del dato del PIL anno su anno visto in precedenza;

 

- Tasso di interesse: il premio per il rischio riconosciuto ai creditori dello stato sudafricano è elevato e pone un forte ostacolo alla crescita del Paese;

 

- Tasso di inflazione: l’inflazione è nettamente superiore rispetto a quella dell’Eurozona, ma non a un livello tale da destare preoccupazioni e necessità di intervento immediato. Il tasso di interesse reale per gli investitori è positivo ed allettante nell’attuale scenario di rendimenti obbligazionari pressoché nulli nelle economie cosiddette avanzate.

 

- Tasso di disoccupazione: il dato è estremamente preoccupante poiché più di una persona su quattro è senza lavoro. Gli interessi sul debito ed il debito (che tratteremo successivamente) non forniscono spazi di manovra alla spesa pubblica del Sudafrica per stimolare l’economia e creare occupazione;

 

- Spesa pubblica: il dato è negativo (deficit di bilancio) e segnala la necessità del ricorso al debito da parte del Sudafrica per far fronte ai propri impegni di spesa;

 

- Debito su PIL (Debt/GDP): il livello di indebitamento è significativamente alto. Un aumento del premio per il rischio riconosciuto ai creditori dello stato sudafricano o un aggravamento del deficit di bilancio o del tasso di disoccupazione può mettere in serissime difficoltà l’economia sudafricana.

 

- Saldo delle partite correnti (Current Account): anche in questo caso il dato è negativo. Il Paese importa più di quanto esporta e la debolezza della valuta relativamente ad altri Paesi non riesce a dare competitività all’export, nonostante l’economia sudafricana sia molto votata alle esportazioni grazie al patrimonio minerario di cui dispone (oro su tutti e diamanti).

 

In sintesi il Sudafrica non presenta dati macroeconomici positivi ed è nel mirino del Fondo Monetario Internazionale per il deterioramento della situazione economica e fiscale. Ciò che pesa fortemente sull’economia sudafricana è la corruzione e la pessima amministrazione Zuma durata 9 anni, che ha lasciato al successore, Cyril Ramaphosa, l’arduo compito di stimolare l’economia del Paese attraverso maxi piani di investimenti pubblici i cui effetti sull’economia sudafricana saranno visibili non prima di qualche anno.

 

Si consiglia di restare in attesa, non prendendo posizione, in attesa di un possibile miglioramento delle variabili macroeconomiche e di un potenziale intervento del Fondo Monetario Internazionale che potrebbe aiutare il Paese africano a recuperare slancio e credibilità sui mercati finanziari internazionali.

Disclaimer: Questo articolo è frutto delle opinioni di chi lo ha redatto e supervisionato. Nessun compenso viene ricevuto per l’espressione di queste opinioni. Si dichiara inoltre di non avere alcun rapporto commerciale con le società e gli enti di ricerca menzionati in questo articolo.

 
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