Rublo contro Euro

Vanni Lanzoni, Global Financial Planner, Milano, 19/05/2019

Grafico dell'andamento mensile del tasso di cambio EUR/RUB

ANALISI TECNICA

Da un punto di vista grafico il rapporto di cambio si trova all’interno di un triangolo che si sta per completare. La rottura di uno dei due lati darebbe un segnale direzionale molto forte (rialzista se venisse infranto il lato rosso e quindi di ulteriore indebolimento del rublo, ribassista e quindi di rafforzamento del rublo se venisse bucato il lato blu).
La media mobile di lungo periodo (linea gialla), indica una debolezza storica della valuta russa nei confronti di quella europea.

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Fonte: The Economist.com

Considerato il potere d’acquisto delle due valute ed il reddito pro-capite medio delle due aree geografiche il rublo risulta sottovalutato per un 51% rispetto all’euro.

ANALISI MACROECONOMICA

Il confronto dei fondamentali macroeconomici:

 

a) Nonostante le velleità politiche e militari del suo leader, la Russia rimane un nano economico rispetto all’Europa;

 

b) Le due aree sono accomunate da una crescita lenta e faticosa;

 

c) Nell’ultimo trimestre è cresciuta di più la Russia, in controtendenza rispetto all’anno precedente;

 

d) La Russia è oberata da tassi a breve altissimi e quindi da oneri finanziari che sarebbero insostenibili in caso di rialzo del debito;

 

e) Tasso di inflazione molto alto rispetto all’europa (ma allettante per gli obbligazionisti dal momento che il tasso reale è positivo);

 

f) La disoccupazione rimane più alta in Europa, quella della Russia è a livelli fisiologici;

 

g) Per entrambe non esiste un problema di deficit/PIL, addirittura la Russia è in avanzo di 2,746 trilioni di rubli pari al 2,7% del PIL;

 

h) Il dato sul rapporto deb/PIL è molto rassicurante per la Russia che rimane fra gli stati meno indebitati al mondo;

 

i) Anche il dato sulle partite correnti mette in evidenza un dato positivo sia per l’Europa che per la Russia.

 

In sintesi, i dati oggettivi dimostrano che la Russia, nonostante le sanzioni internazionali che la indeboliscono sul lato crescita e finanziamenti interbancari, mantiene una solidità nei fondamentali che lasciano ben sperare in termini di recupero della sua valuta rispetto all’euro e che quindi rappresenta una buona diversificazione (non oltre il 3% del portafoglio) obbligazionaria attraverso le obbligazioni Bei in Rubli (tenendo ben presente che i cambi sono un ulteriore rischio in portafoglio e che il rublo ha una volatilità storica molto elevata).                  

 

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