Il valore dell'oro va oltre il suo prezzo

Vanni Lanzoni, Global Financial Planner, Milano, 03/02/2019

In un contesto come quello attuale, caratterizzato da un livello altissimo di debito pubblico
(soprattutto per quanto riguarda l’occidente), da rapporti geopolitici complicatissimi, da una
crescita economica indotta dalla politica monetaria espansiva delle varie banche centrali, l’oro
fisico (acquistabile tramite un etc physical gold), rappresenta una componente imprescindibile
per la copertura dei nostri portafogli. Spieghiamo il perché, analizzando ognuna di queste
dinamiche.

 

* Il debito pubblico dei paesi occidentali, come ben sappiamo noi italiani, ha raggiunto livelli
pericolosi. Questa spada di Damocle pende sui paesi più “deboli”, ma da alcuni anni anche sulle
economie più flessibili e più potenti, come quella americana (nell’ultimo mese lo shutdown ne
è stata una palese dimostrazione). Questa dimensione, protratta ed incrementata nel tempo
genera negli investitori due tipi di reazioni:

 

- in una prima fase, senza grossi problemi di crescita e con l’aiuto delle banche centrali che
riescono a tenere i tassi di interesse bassi (riducendo la percezione del rischio debito), si
attendono ritorni positivi sia delle obbligazioni che dalle azioni e vendono oro (esempio 2011-
2018);

 

- in una seconda fase, dopo una inevitabile ripresa dell’inflazione e rallentamento
dell’economia, tipica fase finale di un ciclo economico (come l’attuale periodo) che spesso
determina la perdita di acquisto delle valute più blasonate, gli investitori preferiscono comprare
oro.

 

* I rapporti geopolitici a livello globale si stanno progressivamente deteriorando con forti
implicazioni sul mercato del metallo prezioso. La ripresa della guerra fredda Usa-Russia e la
guerra commerciale Usa-Cina ha indotto da un lato le due banche centrali russa e cinese a
vendere riserve di dollari per acquistare oro, circa 280 tonnellate (i russi) e molte di più i cinesi,
negli ultimi 5 anni. Gli americani hanno risposto mantenendo intatto il loro enorme stock di
8.000 tonnellate. Sono stati compratori netti anche i paesi dell’est come l’Ungheria, la Polonia,
difendendosi da un eventuale isolamento nell’ambito dei rapporti di forza e potere all’interno
dell’unione europea.

 

* La politica monetaria delle banche centrali come abbiamo visto condiziona il mercato dell’oro
nella determinazione dei cicli economici.

Ma veniamo al grafico.
 

Il metallo è in un trend rialzista partito nel 2016, interrottosi nei primi 7 mesi del 2018 a causa
di una forza relativa prorompente dei big tecnologici americani. Da settembre però abbiamo
assistito ad un’inversione di quei titoli (ad esempio Nvidia ed Apple), che è stata compensata sia
dal metallo prezioso che dalle miniere d’oro (si veda grafico sotto).

In conclusione, l’oro è un asset strategico che deve essere sempre presente nei portafogli, in
misura minore nelle fasi espansive monetarie e di crescita del ciclo economico gold<5%, in
misura più importante nella fase matura del ciclo (quella attuale) 5%<gold<10%, fino al 20% se
la curva dei rendimenti americana dovesse inclinarsi negativamente.

 

La funzione di protezione dell’oro, correlato in modo negativo alle asset class più rischiose (ossia
si muove in modo inverso) è storicamente comprovata ed assolutamente insostituibile.

 

 
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