Momento di acquistare o vendere?

Vanni Lanzoni, Global Financial Planner, Milano, 08/10/2018

Figura 1. Grafico del Business Cycle Index

Per dare una risposta a questa domanda bisognerebbe aver chiaro cosa succederà alla crescita
globale nei prossimi 12/24 mesi almeno. Ovviamente questo è impossibile.

 

Esistono però degli indici che ci possono aiutare ad interpretare la situazione attuale al netto della
pressione mediatica che si sta esercitando attraverso le analisi sulla sostenibilità politica e finanziaria
del nostro Paese e sulle conseguenze della guerra dei dazi e del rialzo dei tassi in America.

 

Uno di questi è sicuramente il Business Cycle Index (BCI, fig.1). Negli ultimi 18 anni il BCI si è rivelato
un ottimo anticipatore delle 2 recessioni che si sono succedute negli Stati Uniti (2000-2002 e 2007-
2009), le quali puntualmente sono state anticipate da un crollo dei mercati.

 

Quando l’indice è sceso sotto il livello di 25 (linea lilla), in entrambi i casi, ci fu successivamente una
marcata discesa dei mercati e poi, dopo diverse settimane, l’inizio di un periodo di recessione.

 

Oggi il BCI è ancora a livelli lontani, circa 80, quindi non ci sarebbero, al momento, le condizioni per
ritenere che ci siano rischi di crollo dei mercati.

Figura 2. Grafico del VIX Nasdaq

Anche l’indice della paura, in fig.2 e già visto nell’articolo sulla guerra dei dazi, non sembra
ancora indicare valori allarmanti, mantenendosi in un range compreso tra 10-30. La volatilità del
nasdaq nei due periodi indicati sopra raggiunse livelli ben superiori a quelli attuali, mantenendosi
per diversi anni a livelli molto elevati.

Figura 3. Grafico sull'andamento della quotazione dell'oro

L’oro (fig.3), tradizionalmente visto come un investimento rifugio, continua la sua discesa iniziata nel 2011, senza dare nessun segnale di panico dei mercati.
 

Quali conclusioni si possono trarre?
 

In continuità con quanto detto nei mesi precedenti, ritengo che occorra mantenere un profilo di
rischio medio-basso:

 

Azionario:
 

evitare i titoli tecnologici che trattano a multipli troppo elevati (poche eccezioni, apple e micron tech
ad esempio, ma con orizzonti temporali almeno di 5 anni), meglio scegliere titoli value, che hanno
sottoperformato in questi anni, ma che presentano conti in ordine e business solidi; vale la pena
marginalmente puntare su Russia, Singapore e altre aree che vedremo in futuro.

 

Obbligazionario:


dare preferenza al tasso variabile, alle valute estere con tassi elevati e bilanci solidi, ai treasury
americani. Mantenere una parte di liquidità per approfittare della volatilità ventura.

 

Per la situazione Italiana dedicherò nei prossimi giorni un articolo apposito.
 

Disclaimer: gli articoli pubblicati in questo sito riguardano argomenti che sono per natura aleatori poiché riferiti al futuro, pertanto sono soggetti a rischi ed incertezza. Sono sempre riferiti ad orizzonti temporali molto lunghi ed eventuali investimenti collegabili implicano il rischio di perdita capitale.
Il carattere generico consiglierebbe agli investitori individuali di trattare in modo specifico la propria posizione con un professionista di Algofj.com

 
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